L’AGRICOLTURA: Le nostre radici

In primo piano

DOMENICA 20 giugno parleremo dell’importanza dell’agricoltura, di come incentivarla e proteggere i nostri prodotti, grazie ai nostri due portavoce la Senatrice Elena Fattori e il Consigliere regionale Valerio Novelli rispettivamente membri delle Commissioni agricoltura del Senato e Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio.
E poi si parlerà di innovazione, con addetti e tecnici del settore come Carlo Noro, (Agricoltura Biodinamica) e Marco Tau (Permacoltura).

Sarà attivato uno streaming sulla pagina Facebook:
https://www.facebook.com/events/258445864724473/

Domenica 20 ore 10,30 presso la sede del Comitato Elettorale del MoVimento 5 Stelle San Cesareo
Via Filippo Corridoni, 106
Info e prenotazioni chiamare 3891111208.

Il Lavoro…non è un voto!

Il Lavoro non è una promessa elettorale, una condizione eternamente precaria e servile…IL LAVORO È DIGNITÀ e qualità della vita!
“Non mi sono fermato molto nello staff della CONAD, lavoravo a nero e le condizioni in cui lavoravamo non erano ottimali, molte ore, paga misera e poca relazione con il personale più anziano”.
Cassiere (Ex dipendente) – Secondigliano, Campania – 1 aprile 2018

”Ambiente lavorativo stimolante dal punto di vista con i colleghi.. Per me è stata una bella esperienza, ma dal punto di vista contrattuale una vera delusione. Contratto da stagista EUROSPIN per 6 mesi 40 ore settimanali per 600 € dove ti promettono
l’apprendistato al prossimo rinnovo. Fatto sta che sono stata buttata fuori dopo 6 mesi di sacrifici, ore in più mai pagate e gente incapace che continua a lavorare solo per forti spinte. Mi è servito a livello di crescita, ma aver dato il massimo ed essere buttata fuori così dopo tanto sacrificio non è bello.” Cassiera, addetta alle vendite, repartista (Ex dipendente EUROSPIN) – Roma, Lazio – 30 marzo 2018

Pubblicato da Carlo Delicati su sabato 12 maggio 2018

Sanità di Serie B

Dal Convegno tenutosi il 19 febbraio 2018 al Teatro Comunale di San Cesareo
IL FALLIMENTO DELL’ASSISTENZA SOCIO SANITARIA TERRITORIALE SOTTO IL GOVERNO ZINGARETTI
(Parte dell’intervento di Pier Luigi Impedovo, relatore del convegno e già Consulente del Gruppo M5S per l’analisi del Sistema Sanitario Regionale nei passati 4 anni e co-redattore del programma M5S Sanità Regione Lazio 2018/23)

Per prima cosa qualche numero per far capire.
Quasi il 40% dei cittadini Laziali soffre di almeno una malattia cronica. La maggior parte di questi ha oltre 55 anni. Le principali patologie riguardano nefropatie, malattie polmonari e cardiopatie. Stiamo parlando di 2,2 milioni di cittadini laziali su un totale di 5,5 milioni!
Il 70% della spesa sanitaria della Regione si canalizza su questi 2,2 milioni di pazienti. Stiamo parlando di 8 miliardi di euro circa che riguardano il sostegno ai malati cronici.
Ma se segmentiamo ulteriormente possiamo ripartire i malati cronici i 3 macro fasce:
1) Cronici con classe di gravità LIEVE: sono circa l’80% dei cronici, ovvero 1,8 milioni di cittadini e assorbono il 55% della spesa dedicata alle cronicità, ovvero 4,4 miliardi di euro
2) Cronici con classe di gravità MEDIA: sono circa il 16% dei cronici, ovvero circa 350 mila pazienti ed assorbono circa 2 miliardi della spesa sanitaria regionale
3) Cronici con classe di gravità GRAVE: sono circa il 4% dei cronici, ovvero solo 88 mila cittadini ed assorbono ben 1,5 miliardi della spesa sanitaria regionale. Il costo medio di tale paziente è pari a circa 18 mila euro l’anno.
Insomma, un’organizzazione razionale avrebbe dedicato a tali pazienti un’ATTENZIONE PRIVILEGIATA e PRIORITARIA!

In diretta dal Teatro Giulanco di San Cesareo con Pier Luigi Impedovo e Valentina Corrado!Ecco i problemi che ci sono dietro la Sanità Regionale Collegatevi!

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle San Cesareo su lunedì 19 febbraio 2018

Seguendo il principio di gradualità ci si sarebbe dovuti attivare immediatamente per un’ identificazione puntale (tramite REGISTRO) e un’immediata presa in carico finalizzata ad evitare ricorsi inappropriati al pronto soccorso o ospedalizzazioni inappropriate.
Invece non esiste NEANCHE UN REGISTRO DELLE CRONICITA’. Così come non esiste quello delle non autosufficienze, delle malattie rare o delle fragilità in genere.
NON è STATA IDENTIFICATA neanche la figura professionale CHE AVREBBE DOVUTO RAPPRESENTARE IL GESTORE RESPONSABILIZZATO DELLA PRESA IN CARICO PER TALE FASCIA DI PAZIENTI. (Non a caso sia il Chronic Care Model Toscano e sia i CReg Lombardi prevedono con modalità differenti l’identificazione di un GESTORE responsablizzato).
Il costo di tali pazienti dovuto alla mancata presa in carico si è tradotta IN ABBANDONO DELLE TERAPIE FARMACOLOGICHE, RIOSPEDALIZZAZIONI, RIACUTIZZAZIONE, OSPEDALIZZAZIONI INAPPROPRIATE, RIDONDANZA DELLE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE AMBULATORIALI, RICORSO AL PRONTO SOCCORSO, ECC.
Il Costo per il paziente però si è tradotto in abbandono, spesa aggiuntiva verso sanità privata e molto spesso in MORTALITA’!
L’attuale sistema è quindi RESPONSABILE DELL’ABBANDONO DI QUESTA FASCIA DI NOSTRI CONCITTADINI!
I medici di famiglia sono assolutamente deresponsabilizzati nella gestione degli assistiti e difficilmente sanno individuare tra questi coloro che soffrono di patologie croniche. Figuriamoci se ne presidiano l’iter assistenziale che dovrebbe prevedere appunto una sorveglianza permanente, sia dal punto di vista delle terapie farmacologiche, delle prenotazioni specialistiche o dell’assistenza domiciliare e così via.
Se facciamo un giro nei pronto soccorso, li vediamo invasi da una popolazione anziana e malata che non ha alcun riferimento se non l’ospedale, unico luogo fisico riconosciuto come riferimento per le cure.
I numeri parlano chiaro e sono immutati anche sotto la gestione zingaretti. Gli accessi inappropriati, ovvero quello riferiti a pazienti assistibili sul territorio, sono circa il 70%, ovvero su 2 milioni di ricoveri ben 1,4 potrebbe essere gestito da strutture territoriali!
NULLA E’ CAMBIATO DAL 2013 ad oggi!
Alla faccia dell’integrazione socio sanitaria e alle prese in carico paventate!
Per questo il miglioramento nella gestione del servizio territoriale rappresenta la vera rivoluzione del progetto sanità del Movimento.
Il mancato funzionamento del territorio a causa di qualsiasi integrazione socio sanitaria ospedaliera, l’assenza totale dell’identificazione (istituzione dei registri per patologia), della presa in carico individuale del processo assistenziale dei pazienti fragili, cronici o non autosufficienti e la relativa mancata identificazione e responsabilizzazione di un GESTORE della presa in carico per fasce di fabbisogno, sono le cause del collasso conseguente del sistema di accoglienza in emergenza e in ricovero ospedaliero. L’inappropriatezza degli accessi al pronto soccorso, i tempi di attesa per le prestazioni poliambulatoriali, l’inappropriatezza dei ricoveri medici per motivi diagnostici o per indimissibilità dei pazienti sono tutti conseguenti al mal funzionamento del territorio, oggi percepito come assente e intangibile malgrado l’istituzione delle Case della Salute.
CASE DELLA SALUTE: DI CHI?
Non è costruendo o istituendo Case della salute, tagliando nastri e utilizzando il finanziamento non per finalità strutturali ma per accordi inutili con i medici di base, che si risolve il problema del territorio e dell’assistenza alle fragilità. Le case della salute sono degli edifici fantasma!
Anche se nascono con un intento rispettabile, ovvero quello di essere punto di orientamento all’assistenza anche alle cronicità, offrire specialistica ambulatoriale, continuità assistenziale, assistenza domiciliare, si sono fermate davanti a questo intento.
La funzione più necessaria non è mai stata implementata, ovvero la DEGENZA INFERMIERISTICA. Sono stati dismessi ospedali perdendo il patrimonio sia strutturale e sia professionale senza utilizzarlo per trasformare questi presidi in veri centri territoriali utili a diverse VERE necessità correlate sia all’emergenza e sia alla presa in carico.
Le parole: centralità del cittadino, riconoscibilità, accessibilità, integrazione, semplificazione, appropriatezza, punto di riferimento, autorevolezza e affidabilità, cavalcate da Zingaretti all’atto della presentazione del progetto, sono rimaste parole al vento.
Le funzioni residenziali e sociali, la degenza infermieristica, e il modulo di emergenza SONO STATI COMPLETAMENTE DISATTESI.
I VERI MOTIVI DEL FALLIMENTO DELLE CASE DELLA SALUTE POSSONO ESSERE RIASSUNTI IN:
1) Assenza di un registro che identifichi i pazienti fragili e cronici
2) Assenza di un gestore responsabilizzato nel processo di presa in carico
3) Assenza di un sistema vero e funzionale di gestione delle emergenze
4) Assenza della degenza infermieristica
5) Assenza di un impiego delle risorse economiche razionale
Sarebbero bastate delle riconversioni razionali degli ospedali generalisti, cioè di quelli non solo ridondanti in termini di discipline ma soprattutto pericolosi in termini di mortalità, in strutture intermedie “leggere” territoriali (che potremmo chiamare SIT) a basso tasso d’assistenza medico-sanitario ed alto tasso di accudimento adibite alla presa in carico delle cronicità, fragilità, non autosufficienze…
Che si sarebbero pututi abbinare ai capillarizzati e geolocalizzati Moduli d’Emergenza Territoriale (MET) finalizzati alla stabilizzazione del paziente grave (ove il fattore tempo salva la vita) ed alla risoluzione delle emergenze relative ai codici meno gravi.
Quindi si potrebbero e si sarebbero pututi utilizzare gli strumenti e professionalità degli ospedali riconvertiti per creare delle modalità funzionali di gestione dell’emergenza finalizzati alla STABILIZZAZIONE DEL PAZIENTE e parallelamente potenziarli con dei CENTRI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALI in cui inserire figure professionali responsabilizzate alla presa in carico.
Un’ipotesi potrebbe essere quella del CASE MANAGER, che rappresenterebbe certamente un grosso investimento, se si pensa che ce ne vorrebbero almeno 2000 nel Lazio per un costo che potrebbe ammontare a circa 100-130 milioni di euro.
Ma tale investimento andrebbe controbilanciato al numero delle ospedalizzazioni in meno che ne conseguirebbero, all’efficientamento di tutto il sistema liste di attesa ed emergenza e soprattutto al benessere del cittadino.
BENESSERE CHE, NON DIMENTICHIAMOCI, HA UN VALORE.
ANZI E’ IL VALORE!
PER CHIUDERE, QUESTI DOVREBBERO ESSERE IN PILLOLE i principali INTERVENTI DA ATTUARE :
1. Istituzione dei registri delle cronicità, delle disabilità, delle non autosufficienze, delle malattie rare e delle fragilità atto ad identificare il fabbisogno assistenziale e a programmarne adeguatamente le strutture territoriali e ospedaliere per fronteggiarlo.
2. Omogeneizzazione organizzativa e informativa dei distretti non solo nell’ambito di una stessa azienda ma anche a livello regionale con adeguamento e unificazione dei protocolli e orari. La disomogeneità dei servizi crea iniquità e disuguaglianze non accettabili.
3. Istituzione o riconversione delle Case della salute in strutture intermedie “leggere” territoriali (abbinabili ai MODULI DI EMERGENZA TERRITORIALE (MET) finalizzati a stabilizzazione e gestione emergenza) con reparti anche di degenza infermieristica dedicati alla patologie croniche, alle non autosufficienze e alle fragilità.
4. Riforma della medicina generale di base: verrà rivalutato il numero massimo degli assistiti, verranno applicati criteri di remunerazione differenti abbinati a nuovi parametri di responsabilizzazione sull’assistito (es: numero di ricorso al pronto soccorso inappropriato dell’assistito, abbandono terapia farmacologica, ritardo accertamenti diagnostici, ecc,)
5. Istituzionalizzazione e responsabilizzazione in quanto gestori di processo di nuove figure professionali quali l’infermiere di prossimità da inserirsi nelle strutture intermedie leggere o il Care Manager presso i centri di continuità assistenziale territoriale
6. Ottimizzazione dei percorsi post acuzie, sia di quelli riferiti alle riabilitazioni e sia di quelli riferiti a dimissioni protette, assistenza domiciliare o inserimento in strutture residenziali. Potenziamento e responsabilizzazione del concetto di presa in carico e percorso di assistenza individuale affidato a preciso gestore.
7. Unificazione e centralizzazione delle liste di attesa della post acuzie (codici 56-28-75-60 lungodegenza riabilitativa) e centralizzazione regionale di apposita struttura
8. Riconversione degli ospedali generalisti, non solo ridondanti in termini di discipline ma
soprattutto pericolosi in termini di mortalità in strutture intermedie “leggere” territoriali (che potremmo chiamare SIT) a basso tasso d’assistenza medico-sanitario ed alto tasso di accudimento adibite alla presa in carico delle cronicità, fragilità, non autosufficienze, abbinati ai capillarizzati e geolocalizzati Moduli d’Emergenza Territoriale (MET) finalizzati alla stabilizzazione del paziente grave (ove il fattore tempo salva la vita) ed alla risoluzione delle emergenze relative ai codici meno gravi
9. Risoluzione del problema LISTE DI ATTESA mediante le seguenti azioni:
1) MONITORAGGIO E CONTROLLO DELLE PRESTAZIONI ISTITUZIONALI
2) ASSEGNAZIONE BUDGET DELLE PRESTAZIONI ISTITUZIONALI ai singoli medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri basato su nomenclatore di categoria
3) INSERIMENTO DI TUTTI GLI AMBULATORI, ANCHE ACCREDITATI, NELLE AGENDE RECUP.
4) ELIMINAZIONE IMMEDIATA DELL’INTRAMOENIA IN FORMA ALLARGATA:
5) OBBLIGO DI PRESENTAZIONE CONTABILITA’ E BILANCI SEPARATI ALPI

COMUNICAZIONE URGENTE

Come forse saprete il 30 dicembre Di Maio, Beppe, e il nuovo Comitato di Garanzia e il Collegio dei Probiviri ci hanno comunicato IMPORTANTI VARIAZIONI alle regole del MoVimento 5 Stelle.

La prima e più IMPORTANTE che ci riguarda direttamente come attivisti e simpatizzanti è quella della nostra ISCRIZIONE all’Associazione MoVimento 5 Stelle che va riconfermata entro il 3 GENNAIO PROSSIMO alle ore 12,00 per poter continuare a partecipare a tutte le prossime VOTAZIONI ONLINE e alla piattaforma Rousseau.

TUTTI GLI ISCRITTI per potersi candidare MA ANCHE PER POTER PARTECIPARE ANCORA ALLE VOTAZIONI E ALLE ATTIVITA’ DEL MOVIMENTO devono iscriversi alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle. Non è necessario fare una nuova iscrizione, è sufficiente andare sul sito del MoVimento 5 Stelle con le proprie credenziali di accesso fare il login ed entrare nella pagina di modifica del profilo (in alto a destra). FARETE IN POCHI SECONDI LA NUOVA ISCRIZIONE
https://www.movimento5stelle.it

I S C R I V E T E V I…. e GIRATE IL MESSAGGIO a chi conoscete!!!

Chi invece NON è ancora iscritto ma vorrà partecipare in seguito MA SOPRATTUTTO proporsi come CANDIDATO alla Camera o al SENATO nei collegi uninominali potrà farlo dopo essersi iscritto SEMPRE ENTRO IL 3 GENNAIO alle ore 12.00. (Questa scelta è stata fatta in vista delle prossime politiche per poter aprire a risorse umane della società civile che vogliano prestare il loro apporto nel prossimo governo a 5 Stelle….si spera. È chiaro che verranno tutti vagliati dagli organi di controllo e dal nostro Garante Beppe Grillo prima di essere inseriti in lista.)

Di seguito trovate tutte le delucidazioni e i link dei nuovi: – Regolamento – Statuto – Codice Etico
http://www.beppegrillo.it/m/2017/12/e_ora_di_pensar.html

Non dire piatto…se non l’hai davanti!!!


Magari puoi dire “COCCIO“ indirizzandolo come appellativo romano aggiungendo un “DE” davanti e riferito a chi amministra facendoti credere che ne ha capito l’importanza…della stoviglia nella mensa scolastica di San Cesareo.
Pensavamo veramente che dopo anni di battaglie condotte soprattutto da alcune insegnanti e genitori sensibili a cui noi abbiamo semplicemente dato una mano….si fosse arrivati FINALMENTE a sostituire le stoviglie e le posate di plastica in quelle pluriuso che la maggioranza dei bambini usano anche a casa…Ma inizia l’anno scolastico da ormai due mesi con un altro contratto (questa volta di concessione ma sempre a VIVENDA SPA) ma la sinfonia rimane la stessa…ad oggi!!!
E pensare che anche nel vecchio contratto la Vivenda come “miglioria“ aveva già inserito le stoviglie pluriuso;
e pensare che abbiamo organizzato anche dei convegni pubblici a San Cesareo con la presenza di pediatri per spiegare fino in fondo la nocività per i bambini e per l’ambiente della plastica (polimeri che finiscono nel cibo già a 30° di riscaldamento della plastica – forchette che si spezzano in bocca – disastroso ciclo dei rifiuti, ect. ect);
e pensare che una maestra l’anno scorso ha messo su una raccolta di firme eccezionale e trasbordante nel consenso avuto verso la scelta del piatto di coccio;
e pensare che il 5 di ottobre è stato realizzato un comunicato stampa online in cui l’amministrazione si pregiava anche con tanto di neretti, di aver inserito queste migliorie con il nuovo contratto di concessione esternalizzato completamente: “Tra le principali novità, si annovera l’inserimento di stoviglie multiuso con piatto in coccio, bicchieri in vetro infrangibile e posate in acciaio inox con punte arrotondate, oltre all’inserimento di ulteriori prodotti biologici e prodotti di qualità (Bio, Dop, Igp, Km0).
A questo punto abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di presentare un’interrogazione sullo stato delle cose….anzi un cittadino di San Cesareo non iscritto al MoVimento ma evidentemente cosciente e attivo, ci ha fatto pervenire un testo con una richiesta precisa e URGENTE e noi abbiamo formalizzato integrandola in alcuni punti. Abbiamo infatti inserito un quesito legato al fatto che pensiamo sia giusto valutare a questo punto un scomputo sul costo del servizio (e forse una penale?) ad oggi, in quanto non crediamo che un contratto debba entrare a regime due mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico QUALSIASI siano le ragioni tecnico/amministrative che si possano addurre. Si tratta di un servizio a domanda e il rapporto fornitore/cliente va assolutamente tutelato dall’amministrazione a maggior ragione che si riferisce a piccoli clienti che ne hanno ancor più diritto!!!
Speriamo che questa ennesima telenovela legata ai servizi scolastici si risolva prima possibile visto che tra l’altro di preoccupazioni i genitori ne hanno già piene le tasche tra scuolabus d’oro, viabilità infernale, pranzo da casa osteggiato, dubbi sulle strutture scolastiche, dubbi sulle vaccinazioni obbligatorie….e chi più ne ha più ne metta!!!
Allegata di seguito trovate il link dell”interrogazione presentata oggi.
Inter Mensa 21.11.2017

Rapidamente si fanno i Regolamenti…Rapidamente!

I regolamenti comunali sono per tutte le pubbliche amministrazioni un assetto normativo importante per l’applicazione effettiva delle regole applicate in innumerevoli ambiti territoriali.
Da noi a San Cesareo spesso vengono evocati in Consiglio come la regole delle regole che assurgono a linee esecutive fondamentali…ma da noi la scrittura e la revisione dei suddetti regolamenti non vengono affrontate come NORMALMENTE viene fatto nella maggior parte delle amministrazioni democratiche: costituendo commissioni ad hoc composte da consiglieri di maggioranza e minoranza con lo scopo di costruire un documento effettivamente rappresentante della pluralità delle esigenze dei cittadini rappresentati.
Da noi così non è. Ultimamente abbiamo ricevuto come consiglieri ben 4 Regolamenti già in forma definitiva con un messaggio accompagnatorio che ci lascia una piccola facoltà di suggerimento…una piccola facoltà di emendare gli articoli tra questa enorme mole di regole direttive.
In perfetta trasparenza ma anche nella speranza di un aiuto da parte di tutti i cittadini, metteremo a disposizione queste bozze dei Regolamenti per cercare di cogliere insieme questa piccola opportunità d’intervento democratico.
REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L’USO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI
REGOLAMENTO PER L’USO E LA GESTIONE DEL TEATRO COMUNALE DI SAN CESAREO
REGOLAMENTO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI E DEI SERVIZI DI IGIENE URBANA
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI SULLE AREE PUBBLICHE



Come una memoria della Villa di Cesare e Massenzio…

Dopo anni di battaglie per bloccare una cementificazione attorno alla Villa di Cesare e Massenzio a San Cesareo, noi e i Comitati locali abbiamo dovuto assistere nel consiglio comunale del 23.10.2017 all’approvazione definitiva del progetto del Nuovo complesso Parrocchiale San Giuseppe”.
In questi anni se non altro abbiamo ottenuto che si fermasse lo scellerato Piano integrato “La Pietrara“ che prevedeva palazzine residenziali tutto intorno all’area archeologica; abbiamo ottenuto che si avvicendassero inefficienti funzionari del MIBAC fino ad arrivare all’ultimo incaricato l’archeologo Zaccaria Mari…l’unico che dopo anni d’incuria sia subito sceso in campo per avviare un primo intervento di consolidamento e recupero degli inestimabili mosaici imperiali.
Lo stesso Dott. Mari ci ha comunicato che inoltre per quanto riguarda: ‹‹i cospicui resti della Villa di Cesare e Massenzio….questo ufficio sta provvedendo ad un “Intervento di somma urgenza“ al fine di eliminare la vegetazione infestante e mettere in sicurezza le strutture…››.
Sulla spinta di questa speranza ma anche sulla triste constatazione che la “Quinta scenica” di sfondo ai resti della Villa Imperiale….CAMBIERÁ IRRIMEDIABILMENTE mutando il quadro paesaggistico con la costruzione di un muro del Polo Parrocchiale già a m.12,50 dall’area archeologica…abbiamo presentato una mozione per realizzare un “Video documentario sull’area archeologica della Villa di Massenzio”. Realizzare dopo la prima opera di salvaguardia dell’area operata dalla Soprintendenza e PRIMA dell’apertura dei cantieri per la costruzione del polo parrocchiale un progetto di Memory Safe che testimoni in futuro l’identità e la storia del nostro territorio e che rimanga memoria indelebile per le future generazioni di San Cesareo e più in generale come patrimonio audiovisivo storico internazionale.
Mozione Villa Masse

Il giardino del Vescovo e l’orto del costruttore

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I vecchi progetti per la chiesa…martedì ce ne sarà un altro in consiglio (ma quanto saranno costati tutti questi progetti???)

Martedì prossimo 31 gennaio andrà in consiglio per l’adozione (e probabilmente saremo come al solito i soli a dire NO come l’avremmo detto d’altronde anche al Forno di Cremazione ci fossimo stati in consiglio all’epoca) del progetto di realizzazione del complesso parrocchiale sponsorizzato dai piani alti della Curia dopo che si è conclusa la conferenza dei servizi con parere favorevole (con blande prescrizioni della soprintendenza). Vi ricordiamo che originariamente il progetto della costruzione della chiesa, ora opera pubblica, era inserito nel complessivo P.I.N. Piano integrato “La Pietrara” di forte speculazione edilizia residenziale, composto da comparto A (area Villa) e comparto B (area necropoli e tratto Labicana) ma che poi probabilmente per “facilitare l’operazione“ complessiva è stato optato per presentare intanto questo procedimento secondo l’art. 19. Ci chiediamo quanto sia voluta effettivamente la costruzione di questa chiesa dai cittadini di San Cesareo….e quanto l’affluenza della nostra comunità metta in difficoltà la capienza della nostra vecchia Parocchia di San Giuseppe al centro del paese e così facilmente raggiungibile dai fedeli. Questo nuovo complesso parrocchiale realizzato in un bel cemento chiaro con tanto di campanile squadrato svettante, avrà come cortile un’inestimabile valore archeologico dato da una villa imperiale e dalla quale NON RISCONTRIAMO NESSUN INSEGNAMENTO ESTETICO. Staccato dal contesto e staccato dal resto del paese avrà però un bel parcheggio collocato dall’altra parte della strada e situato adiacente alla sede della Protezione Civile….chi parcheggierà dall’altra parte di Via della Resistenza dovrà far ricorso subito all’aiuto dello Spirito Santo per attraversare la strada. Ma forse quello che importa non è la necessità dei fedeli o la fruibilità effettiva….ma forse…diciamo forse, di sbloccare nonostante tutto questa “pratica“ per soddisfare la Curia e successivamente gli appetiti mai domi dei costruttori locali sull’area, per riuscire ad edificare il NUOVO CENTRO URBANO di San Cesareo (qualcuno lo chiama già così, e se me lo chiedete vi dirò chi…).
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