Non dire piatto…se non l’hai davanti!!!


Magari puoi dire “COCCIO“ indirizzandolo come appellativo romano aggiungendo un “DE” davanti e riferito a chi amministra facendoti credere che ne ha capito l’importanza…della stoviglia nella mensa scolastica di San Cesareo.
Pensavamo veramente che dopo anni di battaglie condotte soprattutto da alcune insegnanti e genitori sensibili a cui noi abbiamo semplicemente dato una mano….si fosse arrivati FINALMENTE a sostituire le stoviglie e le posate di plastica in quelle pluriuso che la maggioranza dei bambini usano anche a casa…Ma inizia l’anno scolastico da ormai due mesi con un altro contratto (questa volta di concessione ma sempre a VIVENDA SPA) ma la sinfonia rimane la stessa…ad oggi!!!
E pensare che anche nel vecchio contratto la Vivenda come “miglioria“ aveva già inserito le stoviglie pluriuso;
e pensare che abbiamo organizzato anche dei convegni pubblici a San Cesareo con la presenza di pediatri per spiegare fino in fondo la nocività per i bambini e per l’ambiente della plastica (polimeri che finiscono nel cibo già a 30° di riscaldamento della plastica – forchette che si spezzano in bocca – disastroso ciclo dei rifiuti, ect. ect);
e pensare che una maestra l’anno scorso ha messo su una raccolta di firme eccezionale e trasbordante nel consenso avuto verso la scelta del piatto di coccio;
e pensare che il 5 di ottobre è stato realizzato un comunicato stampa online in cui l’amministrazione si pregiava anche con tanto di neretti, di aver inserito queste migliorie con il nuovo contratto di concessione esternalizzato completamente: “Tra le principali novità, si annovera l’inserimento di stoviglie multiuso con piatto in coccio, bicchieri in vetro infrangibile e posate in acciaio inox con punte arrotondate, oltre all’inserimento di ulteriori prodotti biologici e prodotti di qualità (Bio, Dop, Igp, Km0).
A questo punto abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di presentare un’interrogazione sullo stato delle cose….anzi un cittadino di San Cesareo non iscritto al MoVimento ma evidentemente cosciente e attivo, ci ha fatto pervenire un testo con una richiesta precisa e URGENTE e noi abbiamo formalizzato integrandola in alcuni punti. Abbiamo infatti inserito un quesito legato al fatto che pensiamo sia giusto valutare a questo punto un scomputo sul costo del servizio (e forse una penale?) ad oggi, in quanto non crediamo che un contratto debba entrare a regime due mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico QUALSIASI siano le ragioni tecnico/amministrative che si possano addurre. Si tratta di un servizio a domanda e il rapporto fornitore/cliente va assolutamente tutelato dall’amministrazione a maggior ragione che si riferisce a piccoli clienti che ne hanno ancor più diritto!!!
Speriamo che questa ennesima telenovela legata ai servizi scolastici si risolva prima possibile visto che tra l’altro di preoccupazioni i genitori ne hanno già piene le tasche tra scuolabus d’oro, viabilità infernale, pranzo da casa osteggiato, dubbi sulle strutture scolastiche, dubbi sulle vaccinazioni obbligatorie….e chi più ne ha più ne metta!!!
Allegata di seguito trovate il link dell”interrogazione presentata oggi.
Inter Mensa 21.11.2017

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