La VIlla di Massenzio l’abbiamo in prestito dai nostri nipoti?

:::forse non arriva neanche ai nostri figli…..
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Dopo l’invito a partecipare diffuso nei giorni scorsi, stamani 23 settembre 2014 ha preso corpo un piccolo ma sentito presidio sotto il comune di San Cesareo in occasione della conferenza dei Servizi sulla Villa di Cesare e Massenzio. Vogliamo innanzitutto ringraziare tutti coloro che, non solo da San Cesareo, ma anche da Palestrina, Colleferro, Zagarolo e Gallicano, hanno partecipato (dimostrando l’attenzione diffusa per un patrimonio artistico di tutti…) e vorremmo poi puntare l’attenzione su alcuni fatti di importanza non trascurabile.
Va sottolineata innanzitutto la mancanza di trasparenza e coerenza che gli organi amministrativi non perdono mai occasione di mettere in luce: la nostra richiesta di partecipazione alla conferenza in qualità di semplici uditori – portavoce se non altro legittimati da molti cittadini elettori a San Cesareo- è stata infatti verbalmente respinta adducendo la motivazione della nostra natura politica non conciliabile con la natura tecnica della conferenza. Ne abbiamo preso atto, ma nel colloquio abbiamo anche sentito ben chiaro però, prima che iniziasse la riunione, la volontà di accettare nella sala come uditori sia il rappresentante del Comitato di Difesa del Territorio, sia la giornalista Cinzia Marchegiani dell’Osservatorio Italiano, tanto da farci intravedere per un attimo bagliori di democrazia partecipata anche a San Cesareo….Subito disattesi però!!! Lo stesso Responsabile del Settore IX l’Arch. Vincenzo Maia citando un cavillo della legge 241/90 è ritornato prontamente sui suoi passi, dimenticandosi però che oltre a dover escludere comitati, associazioni e giornalisti, doveva far uscire dalla stanza anche parroci ed imprenditori, che diciamo la verità, non rivestivano una figura strettamente “tecnica” riservata ai soli funzionari degli organi competenti.
Questo chiaramente, solo dopo nostra esplicita richiesta posta mentre eravamo “doverosamente accompagnati“ dall’Ispettore della Polizia di Stato del Commissariato di Frascati…..cose da consiglieri comunali a 5 Stelle!!!

Dopo questo sgradevole ed evitabile siparietto, per poter ascoltare le parole di chi ha possibilità di accedere agli scavi – il costruttore – e di qualche tecnico – gli archeologi – abbiamo pazientemente atteso la conclusione della conferenza. Parlando con loro siamo riusciti a capire che lo stato dei reperti è in fase di deterioramento e che non è possibile traslare la chiesa in altra zona – scopriremo leggendo il verbale per quale motivo – ed inoltre che, prima di ogni eventuale messa in opera del progetto, sarà necessario procedere con ulteriori sondaggi anche nella parte su cui insiste il Complesso Parrocchiale, come nell’area interessata dai resti della via Labicana e dalle numerose tombe romane.
Dobbiamo puntualizzare che nel parlare con alcuni dei personaggi presenti, offende e sconcerta, la mancata assunzione di responsabilità di molti degli attori di questa vicenda – come imprenditori o amministratori – che finiscono nell’attribuire le colpe dell’attuale e continuo degrado dell’area archeologica, ai cittadini che in questi anni, con le proprie osservazioni e puntualizzazioni, hanno ostacolato e ritardato la realizzazione del progetto.
Desta preoccupazione che, nell’ostinazione con cui si procede ormai da molto tempo nel voler costruire un complesso parrocchiale e palazzine di dubbia utilità nella immediata prossimità del ritrovamento, laddove la ripetuta mancata acquisizione dei permessi necessari avrebbe dovuto indurre il buon senso comune a desistere dall’intera operazione, abbia invece fatto perdere di vista ai vari responsabili, il vero soggetto interessato: il polo archeologico che, nella fragilità dei suoi reperti, sottoposti da anni alle intemperie, rischia un irreversibile deterioramento.
Ci chiediamo a questo punto quale sia la vera volontà e il vero interesse verso questo -per noi cittadini- inestimabile ritrovamento.

Massenzio

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